La storia di Andrea Fornara

FZ_Andrea FornaraAPRIRO’ UN RISTORANTE A HOLLYWOOD

«A scuola ho imparato che il lavoro è una cosa seria»

Ogni giorno Andrea si alza, fa un’abbondante colazione con gli occhi ancora stropicciati, poi esce di casa per prendere l’autobus. Pochi chilometri di strada per fare gli ultimi sbadigli ed eccoci alla casa di riposo di Nebbiuno, dove, da un anno, lavora come aiuto cuoco.

 «Aprirò un ristorante a Hollywood con la Giuse e la Michela (le cuoche con cui lavora), perché sanno fare la torta al cioccolato a forma di farfalla e io le scaloppine al vino bianco col purè. A me piace cucinare e qui ho imparato a tagliare la frutta, a pelare le patate, a sentire se la pasta è cotta. Sono anche capace di usare la lavastoviglie e di preparare le bevande per gli ospiti».

Andrea, 24 anni, sta in cucina con naturalezza e disinvoltura, prende iniziativa, a volte troppa. Legge ricette, cerca gli ingredienti negli armadietti, pesa, mescola, impasta, rovescia e intanto occhieggia con il personale, sempre attento a cogliere e a regalare sorrisi e attenzioni.

Andrea è un ragazzo sveglio, chiacchierone, curioso e “ruffiano” quanto basta, nato e cresciuto in una famiglia che ha saputo educarlo e sostenerlo, con coraggio e fiducia, senza mai metterlo al centro della scena. Il centro della scena se lo è conquistato da solo, con tanti sforzi, con determinazione, e grazie a molte persone che ha incontrato sulla sua strada e che tuttora rappresentano per lui punti di riferimento preziosi.

Dopo le medie Andrea viene iscritto all’Istituto Alberghiero e successivamente al corso PRELAVORATIVO presso EnAIP Borgomanero. Un percorso biennale con l’obiettivo di facilitare, alle persone con disabilità, l’accesso al mondo del lavoro, attraverso una formazione specifica e un periodo di stage in azienda. Ma il valore aggiunto dell’intervento formativo è la volontà di preparare gli studenti ad acquisire una dimensione adulta e ad assumere con consapevolezza il ruolo di lavoratore, nel rispetto dei tempi, delle regole e della produttività.

«All’EnAIP mi hanno insegnato l’italiano, la matematica e a fare i lavori con la gommapiuma. Ho fatto anche inglese e tanto sport. Ho imparato che al lavoro non si arriva in ritardo, che ognuno ha il proprio compito e che bisogna impegnarsi tanto ed essere sempre educati».

A scuola Andrea manifesta la sua passione per la cucina ma non ci sono ristoranti disponibili per uno stage. Lo fa in un’azienda meccanica ma non porta frutti, tanto che Andrea decide di cercarsene uno da solo. Curriculum alla mano gira per i ristoranti e uno accetta la sua candidatura. Ma per motivi burocratici anche questa opportunità svanisce. A questo punto si attiva la rete che gli sta attorno; famiglia, scuola, educatrice, assistente sociale ed ecco che la proposta di un inserimento lavorativo si concretizza presso la casa di riposo di Nebbiuno, attraverso la cooperativa che la gestisce.

Un contratto di lavoro, come aiuto in cucina. Tre ore al giorno.

«Che ore sono?» Le 13. «Allora oggi ho finito». Un bacio alle cuoche e imbocca veloce il corridoio che porta allo spogliatoio. Piega velocemente la divisa, ritira nell’armadietto scarpe e cappello, inforca il suo zainetto e sorridendo sgattaiola via.

«Che mi piaccia la cucina non ci sono dubbi. Ma adesso devo andare altrimenti perdo l’autobus!».